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Troy Pierce Interview

Ciao, Troy
Ciao, come va?

Bene, benvenuto. Innanzitutto vorrei ringraziarti per il tuo tempo – io sono Felipe di Black Water e Altroverso.net. Sappi che per noi è un vero onore. Volevo chiederti del tuo nuovo album e come ci sei arrivato, e anche qualcosa sul tuo prossimo live set romano..

Allora, come hai cominciato con la musica?

Per me non c’era proprio un motivo, stavo cazzeggiando – questo quando stavo a New York. Non avevo amici che facevano musica, quindi anche per entrare in quel mondo era difficile. Non ero neanche una persona ‘tecnica’ – avevo appena un laptop, ad esempio.. e cosi’ ho cominciato a cazzeggiare. Non avevo la piu’ pallida idea, ho imparato da zero! Poi mi sembra che ho visto Reason, la prima versione e con quello non potevo fare niente, mi venivano tutte canzoni stupide. Non capivo come funzionavano gli strumenti, ero come un bambino di due anni. Ma poi, ho comprato Ableton e subito aveva piu senso. Anche la prima versione, che era solamente audio. Pensavo cavolo, forse qualcosa posso fare qua! Tutti devono cominciare da qualche parte. Sperimentavo tanto, facendo roba stupida. E’ strano, quando comminci a fare musica non capisci niente, e quindi non conosci neanche le regole. Cosi, facevo cose che oggi non farei mai, sai.. mettere effetti matti in punti dove oggi non li metterei. Capisci delle cose come non puoi premere vinyl quando hai il bass pad o roba del genere. Ma, a volte, penso che la gente crea musica piu bella all’inizio quando non sa niente, non so se mi capisci?


Poi hai cominciato a fare musica da professionista – che cosa ti ha ispirato?

Si, l’ispirazione, quando facevo solo il dj e provavo anche a produrre, era di creare musica che avrei suonato, questo era lo scopo, creare pezzi che erano belli quanto le tracce che stavo mettendo. Questo era nel 1999/2000, e la musica che suonavo era techno minimale di impronta tedesca. Non aveva lo stesso significato allora che ha oggi, passavo Poker Flat – Steve Bug mi piaceva tanto, Plastikman e volevo fare musica che assomigliasse a questi producer, in qualche modo – la mia versione era un pò schifosa!

Qual’e il tuo software preferito, e quali machine usi per creare il tuo sound?

Uso ancora Ableton, capisco come funziona e mi sembra molto intuitivo. Puoi rendere il tuo lavoro molto complicato o può essere molto piu’ semplice. Ho lavorato con persone che usano ProTools e altre cose e mi sembrano piu’ complicate. Sono sicuro che oggi come oggi li saprei usare, ma mi sembrano un pò esagerati. E nello studio (dove sto adesso quindi sono circondato da tutto!), ho tanto HARDWARE che all’inizio non avevo. La prima cosa che ho comprato era l’electron machine drum. Le prime tracce che ho pubblicato, erano quasi tutte sviluppate su machine drum. Quando hai una macchina sola, la impari bene bene, e quindi ho imparato a fare quello che per me erano suoni cool. Faccio scorrere Ableton attraverso un MIXING DESK, e poi ho tutta la roba OUTBOARD entrando la, e poi entrando in Ableton. Lo uso cosi’ perche, alla fine, il risultato e leggermente piu minimale. Il mio mixing desk non è quello piu fico e tecnologico, credo che puoi fare ottime cose con un mixer di qualita medio e ti da piu flessibilità, piu spazio creativo. Sta sempre mixando della roba, ha una grinta, un feeling diverso di quello che ci sarebbe se l’avessi tenuto nel computer, capito? Recentemente, ho un pò di pezzi di effetti Even tide, che uso molto, e infatti uso il mio iPad per tante cose. Esiste un app da Mogue fantastico, quello e per un paio di tracce sul disco. Ho anche HARDWARE SEQUENCERS. Per come ho organizzato le cose, tutte le macchine si parlano!

Cosa rappresenta il nuovo album per te, a questo punto della tua carrier
a?

Mi piace sempre la musica che faccio, altrimenti non la farei, allora mi sento sempre che, se io sono contento ed è fico, forse ad altre persone con gusti simili risulta cosi’. E diverso, questo album. Fare la stessa cosa ogni volta non mi piace, voglio creare qualcosa di diverso, che comunque si capisce che è mio. Faccio le stesse scelte, anche se e con suoni diversi. Oggi, sento tanta musica che mi sembra tutta uguale. Sto cercando di fare qualcosa che non sembra come tutto il resto.


Cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo live all’Animal Social Club il 22 Novembre a Roma?

Mi sento che… non metto la roba super house. Ho sempre suonato in questo modo, capito? E dark, ma anche melodico e strano e… non so, ci sono volte in passato quando ho suonato e per un motivo o l’altro – c’era un pubblico megagalattico, oppure ho suonato dopo un dj che ha uno stile completamente diverso – ogni volta che ho provato di mettere roba che non piace necessariamente a me ma che penso sia la musica che la gente vuole sentire, non sono mai contento. Quindi, anni fa sono arrivato a questa realizzazione: non metto roba che non piace a me. A meno che metto roba che piace a me, spero che piace a tutti quanti.


Quale traccia vorresti suggerire ai nostri ascoltatori prima del live?

Penso che Softcore sia la mia preferita. Vallo a trovare…

Grazie Troy dell’intervista

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